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Prefazione
Da una viva esortazione del venerato – ora
emerito – arcivescovo
di Trani, monsignor Giuseppe Carata, sono stato
spinto
a mettere per iscritto le testimonianze su Luisa
Piccarreta, raccolte
a viva voce dai miei familiari e da altre
persone che hanno
conosciuto personalmente la Serva di Dio. In
alcuni episodi
sono direttamente coinvolto.
Nella mia infanzia ho avuto continui e diretti
contatti con
la Serva di Dio, facilitati da mia zia, Rosaria
Bucci, che per
circa quarant’anni ha assistito, notte e giorno,
la Serva di Dio.
Le due lavoravano insieme al ricamo del tombolo,
ricavando
da esso il proprio sostentamento. I miei parenti
erano uniti da
numerosi vincoli alla famiglia Piccarreta. Le
mie sorelle, Isa,
Maria e Gemma, frequentavano assiduamente la
casa di Luisa,
anche per apprendere il ricamo del tombolo.
Gemma, la piccola,
era la più ben voluta da Luisa, che alla sua
nascita aveva
suggerito di chiamarla con tale nome. La sorella
di Luisa,
Angelina, fu madrina di battesimo e di cresima
delle mie sorelle.
Eravamo così intimi con lei che in famiglia
tutti la chiamavamo
«Zia Angelina».
Con Luisa si parlava con molta familiarità.
Ricordo che mia
madre si recava periodicamente in casa di Luisa
e si intratteneva
lungamente con lei. Nulla si sa dei loro
colloqui. Credo che
Luisa le avesse profetizzato la sua precoce
morte. Lo presumo
dal fatto che mia madre spesso parlava della
morte e ci faceva
capire che non sarebbe vissuta a lungo. Morì
all’età di
cinquantuno anni, tre anni dopo la dipartita di
Luisa. Al momento
del trapasso indossava una camicia della Serva
di Dio.
Dalla Serva di Dio io personalmente ho ricevuto
santini e
immaginette. Nonostante la nostra familiarità,
davanti a Luisa
rimanevo silenzioso, incantato dal fascino che
emanava.
Molto materiale ho raccolto e appuntato, ma non
mi è possibile
sistemarlo tutto per darlo alle stampe; ciò
richiederebbe
molto lavoro e tempo sufficiente che mi è
negato. Ho dovuto
fare delle scelte e pubblicare ciò che ho
creduto più interessante.
Con ciò non voglio asserire che gli altri
episodi registrati
non sono degni di essere conosciuti. Io sono
pienamente convinto
che qualsiasi episodio che riguarda la
Piccarreta è utile
per inquadrare la sua figura nel suo tempo.
Mi riprometto di continuare il lavoro di
sistemazione e di
ricerca delle memorie e dare alle stampe una più
esauriente
biografia della Serva di Dio, opera iniziata da
diverso tempo e
che spero di concludere al più presto.
Padre Bernardino Giuseppe Bucci
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CAPITOLO SECONDO
Il Regno della Divina Volontà
«Ed ora una parola a voi tutti che leggerete
questi scritti...
Vi prego, vi supplico che riceviate con amore
ciò che Gesù
vuol darci, cioè la Sua Volontà.
Ma per darvi la Sua, vuole la vostra, altrimenti
non potrà
quella regnare. Se sapeste… Con questo amore il
mio Gesù
vuol darvi il più grande dono che esista e in
Cielo e in terra
quale è la Sua Volontà!
Oh, quante amare lagrime Egli versa, perché vede
che col
vostro volere strisciate su tutta la terra
ammiserita! Non siete
buoni a mantenere un buon proposito, e sapete il
perché? Perché
il Suo Volere non regna con voi.
Oh, come Gesù piange, sospira sulla vostra
sorte! E singhiozzando
vi prega che facciate regnare il Suo Volere in
voi.
Vuol farvi cambiare fortuna: da infermi sani, da
poveri ricchi,
da deboli forti, da volubili immutabili, da
schiavi re. Non vuole
grandi penitenze, non lunghe preghiere, né
altro; ma che
regni in voi il Suo Volere, e che la vostra
volontà non abbia più
vita.
Deh, ascoltatelo, ed io son pronta a dare la
vita per ciascuno
di voi, a soffrire qualunque pena, purché
apriate le porte dell’anima
vostra, e il Volere del mio Gesù regni e trionfi
sulle
umane generazioni!
Ora vogliate tutti accettare il mio invito;
venite meco nell’Eden,
dove ebbe principio la vostra origine, dove
l’ente Supremo
creava l’uomo, lo faceva re, e gli dava un regno
da
dominare; questo regno era tutto l’universo,
però il suo scettro,
la sua corona, il suo comando venivano dal fondo
dell’anima
sua, in cui risiedeva il Fiat Divino, come Re
dominante, e
costituiva la vera regalità nell’uomo. Le sue
vesti erano regali,
fulgide più che sole, i suoi atti erano nobili,
la sua bellezza era
rapitrice. Dio l’amava tanto, si trastullava con
lui, lo chiamava
il mio piccolo re e figlio. Tutto era felicità,
ordine ed armonia.
Quest’uomo, primo padre nostro, tradì se stesso,
tradì il
suo regno, e, facendo la sua volontà, amareggiò
il suo Creatore,
che tanto lo aveva esaltato ed amato, e perdette
il suo regno,
il regno della Divina Volontà, in cui tutto gli
era stato dato. Le
porte del regno gli furono chiuse, e Iddio
ritirò a Sé il regno
dato all’uomo. E intanto, ascoltate un mio
segreto.
Iddio, nel ritirare a Sé il regno della Divina
Volontà, non
disse che non l’avrebbe dato più all’uomo, ma lo
tenne a riserbo,
aspettando le future generazioni, per assalirle
con grazie
sorprendenti, con luce abbagliante, da eclissare
l’umano volere,
che gli fece perdere un regno sì santo; e con
attrattive di
mirabili e prodigiose conoscenze della Divina
Volontà, far loro
sentire la necessità, il desiderio di mettere da
banda il nostro
volere, che ci rende infelici, e slanciarci
nella Divina Volontà.
Quindi il regno è nostro; perciò coraggio!
Il Fiat Supremo ci aspetta, ci chiama, ci pressa
a prendere il
possesso. Chi avrà cuore di negarsi, chi sarà
così perfido da
non ascoltare la sua chiamata, e non accettare
tanta felicità?
Lasciamo i miseri cenci della nostra volontà, la
veste di lutto
della nostra schiavitù, in cui essa ci ha
gettato, e ci vestiremo
da regine, e ci orneremo con fregi divini!
Perciò faccio appello a tutti: ascoltatemi!
Sapete, sono una
Piccina, la più piccola di tutte le creature… mi
bilocherò nel
Divin Volere insieme con Gesù, verrò come
piccola nel vostro
grembo, e con gemiti e pianti busserò ai vostri
cuori, per chiedervi,
come una piccola mendicante, i vostri cenci, le
vesti di
lutto, il vostro infelice volere, per darlo a
Gesù; affinché bruci
tutto, e ridandovi il Suo Volere, vi renda il
Suo regno, la Sua
felicità, la candidezza delle Sue vesti regali.
Se sapeste che significa
Volontà di Dio! Essa racchiude Cielo e terra; se
siamo
con Essa, tutto è nostro, tutto prende da noi;
se non siamo con
Essa, tutto è contro di noi; e se abbiamo
qualche cosa, siamo i
veri ladri del nostro Creatore, e viviamo a via
di frode e di
rapina.
Perciò, se volete conoscerla, leggete queste
pagine: in esse
troverete il balsamo alle ferite, che
crudelmente ci ha fatto l’umano
volere, la nuova aria tutta divina, la nuova
vita tutta celeste;
sentirete il Cielo nell’anima vostra, vedrete
nuovi orizzonti,
nuovi soli, e spesso troverete Gesù col volto
bagnato di pianto,
che vuol darvi il Suo Volere. Egli piange perché
vi vuol vedere
felici, e vedendovi infelici, singhiozza,
sospira, prega per la felicità
dei figli Suoi; e, chiedendovi il vostro volere
per strapparvi
dall’infelicità, vi porge il Suo, come conferma
del dono del Suo
Regno.
Perciò faccio appello a tutti. E faccio questo
appello insieme
con Gesù, con le Sue stesse lagrime, coi Suoi
sospiri ardenti,
col Suo Cuore che brucia, che vuole dare il Suo
Fiat. Di
dentro il Fiat siamo usciti, avremmo la vita, è
giusto, è doveroso
che ritorniamo in Esso, nella nostra cara ed
interminabile
eredità.
E per primo, faccio appello, al Sommo Pontefice,
a Sua Santità,
al Rappresentante della Santa Chiesa, e quindi
Rappresentante
del Regno della Divina Volontà. Ai suoi santi
piedi
questa piccola Piccina depone questo regno,
affinché lo faccia
conoscere; e, colla sua voce paterna ed
autorevole, chiami i suoi
figli a vivere in questo regno sì santo. Il Fiat
Supremo lo investa,
e formi il primo Sole del Voler Divino nel suo
Rappresentante
in terra; e, formando la sua vita primaria in
Colui, che è
il capo di tutta la Chiesa, spanda i suoi raggi
interminabili in
tutto il mondo, ed, eclissando tutti con la sua
luce, formi un
solo ovile ed un solo Pastore!
Il secondo appello lo faccio a tutti i
Sacerdoti. Prostrata ai
piedi di ciascuno, prego, imploro, che
s’interessino di conoscere
la Divina Volontà. E dico ad essi: il primo
moto, il primo
atto prendetelo da Essa, anzi, chiudetevi nel
Fiat, e sentirete
quanto dolce e cara è la sua vita; attingerete
da Essa tutto il
vostro operato; sentirete in voi una forza
divina, una voce che
sempre parla, che vi dirà cose mirabili mai
ascoltate, sentirete
una luce che eclisserà tutti i mali, e
commuovendo i popoli, vi
darà il dominio sopra di loro.
Quante fatiche fatte senza frutto, perché manca
la vita della
Divina Volontà! Avete spezzato ai popoli un pane
senza lievito
del Fiat, e perciò essi, mangiandolo, l’hanno
trovato duro, quasi
indigeribile; e, non sentendo la vita in loro,
non si sono arresi
ai vostri insegnamenti. Perciò, mangiatelo voi
questo pane del
Fiat Divino, così formerete con tutti la sua
vita ed una sola
volontà.
Il terzo appello lo faccio a tutto il mondo
intero, a tutti i
miei fratelli e sorelle e figli miei. Sapete
perché vi chiamo tutti?
Perché voglio dare a tutti la vita della Divina
Volontà! Essa è
più che aria, che tutti possiamo respirare; è
come sole, da cui
tutti possiamo ricevere il bene della luce; è
come un palpito di
cuore, che in tutti vuol palpitare; ed io, come
piccola bambina,
voglio, sospiro che tutti prendiate la vita del
Fiat! Oh, se sapeste
quanti beni ricevereste, mettereste la vita per
farla regnare
in voi tutti!
Questa piccola Piccina vuol dire un altro
segreto, che le ha
confidato Gesù; e ve lo dico, affinché mi diate
la vostra volontà
ed, in ricambio, riceviate quella di Dio che vi
renderà felici
nell’anima e nel corpo.
Volete sapere perché la terra non produce?
Perché in vari
punti del mondo la terra coi terremoti spesso si
apre e seppellisce
nel suo seno città e persone? Perché il vento,
l’acqua formano
tempeste e devastano tutto? Perché tanti mali,
che tutti
sapete?
Perché le cose create posseggono una Volontà
Divina, che la
domina, e perciò sono potenti ed imperanti; sono
più nobili di
noi, perché non siamo dominati da una volontà
umana, e perciò
siamo degradati, deboli ed impotenti. Se per
nostra sorte
metteremo da banda l’umana volontà, e prenderemo
la vita del
Divino Volere, anche noi allora saremo forti,
imperanti; saremo
fratelli con tutte le cose create, le quali non
solo non ci
molesteranno più, ma ci daranno il dominio sopra
di loro, e
noi saremo felici nel tempo e nell’eternità!
Siete contenti? Perciò, fate presto: ascoltate
questa povera
Piccina che vi vuol tanto bene. Ed io allora
sarò contenta, quando
potrò dire che tutti i miei fratelli e sorelle
sono Re e Regine,
perché tutti posseggono la vita della Divina
Volontà!
Coraggio dunque, rispondete all’appello.
Sì, sospiro che tutti a coro mi rispondiate: e
molto più, perché
non sono io sola che vi chiamo, che vi prego:
unito con me
vi chiama, con voce tenera e commovente il mio
dolce Gesù,
che tante volte, anche piangendo, ci dice:
“Prendete per vita
vostra la mia Volontà; venite nel regno di
Essa”.
Sappiate che il primo a pregare il Celeste Padre
che venga il
Suo Regno e che si faccia la sua Volontà come in
Cielo così in
terra, fu Nostro Signore, quando disse il Pater
Noster, e trasmettendoci
la Sua preghiera, fece appello a noi, e pregò
tutti
che chiedessimo il “Fiat Voluntas Tua sicut in
coelo et in terra”.
Perciò, ogni qualvolta recitate il Pater, Gesù è
invaso da tale
desiderio di volervi dare il suo Regno, il suo
Fiat, che corre per
dire insieme con noi: “Padre mio, son io che ve
lo chiedo per i
figli miei, fate presto”. Sicché il primo a
pregare è Gesù stesso, e
poi anche voi lo chiedete nel Pater. Non vorrete
dunque tanto
bene?
Un’ultima parola.
Sappiate che questa piccola Bambina, nelle
vedere le smanie,
i deliri, le lagrime di Gesù, desideroso di
darvi il suo Regno,
il suo Fiat, ha tanta smania, tanti sospiri,
tante ansie, per
vedervi tutti nel Regno della Divina Volontà,
tutti felici per far
sorridere Gesù, che, se non riesce con le
preghiere, con le lagrime,
cercherà di riuscirci coi capricci, tanto presso
di Gesù,
quanto presso di voi.
Ascoltate quindi questa piccola Piccina, non la
fate più sospirare,
ditele, di grazia: “così sia, così sia... tutti
vogliamo il regno
della Divina Volontà. Fiat”».
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Il seguente articolo con intervista è tratto dal sito americano www.padrebucci.com e liberamente tradotto in italiano
ADRIANA PALLOTTI
FONDATRICE DELLA “CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’ “
IN SAN GIOVANNI ROTONDO, ITALIA
Adriana Palotti è una meravigliosa signora che vive in San Giovanni Rotondo (Foggia-Italia), dove fondò la “ Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà”. Ella è originaria di Modena (Italia settentrionale), ma si trasferì a San Giovanni Rotondo molti anni or sono”… per vivere vicino a Padre Pio…”, come dice lei.
Padre Pio, allora, divenne il suo Confessore e Direttore Spirituale.
In San Giovanni Rotondo, frequentò il Cenacolo alla Divina Volontà di Federico Abresch, quando Luisa era ancora viva. Durante gli anni 40, Federico Abresch diventò stretto amico e discepolo di Luisa. Era solito frequentare la sua casa e imparare, direttamente da lei e dai suoi manoscritti, della Sublime Verità di Vivere nella Divina Volontà. Scambiò anche frequentemente corrispondenza epistolare con Luisa.
Federico Abresch, un terziario francescano. In accordo con i desideri di Padre Pio da Pietrelcina, fu il primo apostolo della Divina Volontà in San Giovanni Rotondo e fece moltissimo per diffondere gli scritti di Luisa.
Nella seguente intervista, realizzata nel 1994 in occasione del 47 ° Anniversario del Transito in Paradiso di Luisa Piccarreta, la signorina Adriana Pallotti fornisce una chiara testimonianza sul fatto che Padre Pio conoscesse ed amasse Luisa e i suoi scritti. Ella inoltre dà meravigliosa testimonianza della conversione di Federico Abresch per intervento di Padre Pio, sul primo cenacolo “Divina Volontà” in San Giovanni Rotondo, e sui diretti e specifici commenti di Padre Pio riguardanti la diffusione degli scritti di Luisa.
BREVI CENNI SU FEDERICO ABRESCH
Federico Abresch, Amalia e il loro figlio Pio, amici di Padre Pio, erano anche ammiratori di Luisa.
Il libro “ Padre Pio: La Vera Storia” di C. Bernard Ruffin, riporta”… Friedrich Abresch, un tedesco che venne per vedere Padre Pio nel 1925, all’età di 28 anni, per pura curiosità. Luterano di nome in gioventù, era diventato Cattolico Romano sposando una italiana ma non praticò la sua religione. “ Io non ho fede” ammetteva …
Padre Pio non espulse Abresch dal confessionale, ma gli fece, non appena entrò, “ comprendere immediatamente che nelle mie precedenti confessioni avevo tralasciato alcuni peccati mortali “… “ Egli dissimulò la sua conoscenza del mio intero passato ponendomi delle domande. Enumerò con precisione e chiaramente tutte le mie mancanze, addirittura menzionando il numero delle volte in cui avevo disertato la S. Messa !
Nel 1926, un anno dopo, la moglie di Abresch ebbe una emorragia, e i medici diagnosticarono un tumore all’utero … Amalia Abresch fu devastata dalla certezza che una isterectomia avrebbe reso lei incapace di concepire bambini, così andò da Padre Pio … le disse” di non andare sotto i ferri”. Dopo ciò, le emorragie cessarono e, sebbene il tumore restasse, con sua grande gioia, ella concepì e, all’età di circa 40 anni, diede alla luce un bambino. Il ragazzo, che fu chiamato Pio, in seguito divenne un monsignore.
In fine la famiglia Abresch si stabilì a San Giovanni Rotondo, dove Federico aprì uno studio fotografico. Per molti anni egli fu qualcosa come un fotografo ufficiale di Padre Pio e dei suoi confratelli.
INTERVISTA CON ADRIANA PALLOTTI
IN SAN GIOVANNI ROTONDO – FOGGIA – ITALIA
Legenda:
Intervistatore = I Adriana Pallotti = A P
I - Bene, Adriana, siamo veramente felici di averti con noi oggi, per testimoniare al mondo, cosa si sta facendo per far conoscere Luisa. Sappiamo che tu sei molto importante in questo cammino, in quanto sei stata una delle prime e più perseveranti persone a diffondere questo messaggio, tanto importante per il mondo. Gradiremmo ascoltare da te qualcosa della tua storia. Cominciamo dal principio, quando venisti qui a San Giovanni Rotondo. Come iniziò la tua crescita sotto la guida di Padre Pio, e poi, la prima volta che incontrasti Federico Abresch?
AP - Venni a vivere qui, a San Giovanni Rotondo nel 1945, quando venni a sapere da alcuni amici che qui c’era un santo, tanto grande, tanto straordinario, e con le stimmate. Decisi di lasciare la casa paterna e tutte le mie cose per venire qui, per vivere in povertà vicino a Padre Pio. Pochi anni dopo, incontrai Federico Abresch, che era un tedesco, convertito da Padre Pio. Era venuto a vivere in San Giovanni Rotondo.
I – Federico non era un dottore, di Bologna?
AP – No. Federico era un fotografo, che aveva avviato il suo laboratorio a Bologna.
I – … E come arrivò qui?
AP - Si trovò qui perché un suo amico lo invitò a venire e vedere questo grande santo. Non lo conosceva, ma venne per curiosità. Non appena i suoi occhi incrociarono gli occhi di Padre Pio, il suo cuore rimase turbato e avvertì il desiderio di inginocchiarsi ai piedi di Padre Pio. E Padre Pio gli disse: “ Cosa fai qui dopo tanti anni che non ti confessi?!
Rispose: “ Padre, la prego mi aiuti !”
E Padre Pio: “ Comincia dalla tua ultima confessione !... No, non intendo questa confessione adesso … intendo dire la tua ultima confessione prima che ti sposassi”. Così cominciò la sua nuova confessione e quindi, toccato dalle parole di Padre Pio, si convertì. Dopo la sua conversione, partì alla ricerca di cose spirituali e anime belle. Venne a sapere che c’era una santa a Corato, costretta a letto per circa 70 anni, così andò a visitare questa anima, che iniziò a parlargli delle bellezze spirituali della Divina Volontà. Fu molto toccato, e continuò a visitare Luisa con l’approvazione di Padre Pio. Luisa continuava a parlargli del vivere nella Divina Volontà, e lui prendeva appunti.
Qualche volta, la vide quando soffriva per le stimmate. Un giorno, era in visita da Luisa e vide il suo letto vacillante. Chiese: “Cosa succede?”… E Luisa disse: ” Soffro, soffro! Ma volentieri!” Stava soffrendo la Passione di Gesù.
Abresch andò da lei molto spesso, anche con il suo piccolo figlio Pio, che aveva tre anni. Chiese: ” Dunque, cosa dobbiamo fare di questo bambino … un prete? E Luisa disse: “ Eh, eh, preghiamo”. In effetti, Pio diventò un prete ed attualmente è in Vaticano. Abresch continuò sempre ad andare da lei. Imparò dai suoi diari, che scriveva di notte. Li avrebbe copiati e quindi restituiti a Luisa. Noi apprendemmo questa spiritualità da lui, da allora in poi sempre continuò a tenere questi scritti.
I - Così diede inizio al suo primo piccolo cenacolo …
AP – Si, a sera eravamo soliti andare ed ascoltare i suoi discorsi su Luisa. Eravamo entusiasti! Non potevo aspettare di andarci, ogni sabato sera. Eravamo circa 5 o 6. Parlava ogni settimana per un’ora e mezza, ma non volevamo che finisse, così tanto amavamo questa spiritualità! Dare la nostra umana volontà a Dio, e ricevere la Sua Volontà in cambio, così da essere divinizzati … Ascoltando questo, sentivamo di aver trovato il Paradiso sulla terra! Eravamo entusiasti, e Padre Pio molto contento.
Una volta chiesi a Padre Pio: “ Padre, è bene per me ascoltare, scrivere e stampare gli scritti di Luisa Piccarreta? Ed egli rispose: ”Sì! Studiali!” . Così, chiesi di nuovo: “ Padre, posso contribuire con Andrea Magnifico ad acquistare l’attrezzatura per stampare i libri di Luisa?”. Ed egli nuovamente: “ Sì!!!”
Così compresi che era realmente Volontà di Dio avere gli scritti … stampati … e lo facemmo.
I – In quale anno Federico diede inizio a queste conferenze?
AP – Prima che io venissi, nel 1945, aveva già cominciato con un altro gruppo.
I – Quindi, Luisa era ancora viva …
AP - … Sì, Luisa era ancora in vita.
I - … Così, tu cominciasti negli anni 50…
AP - … Sì, cominciai dal 50 a parlare di Luisa in casa mia ai miei ospiti. Erano tutti entusiasti della spiritualità della Divina Volontà…
I – Chi erano alcune delle altre anime? … Tu e chi altri?
AP - C’era una certa Giulietta Marchi di Bologna … Era molto felice … Gesù si rivelò a questa bella anima …
Morì all’improvviso, dopo molti anni in cui frequentammo insieme Abresch. Prima di morire mi disse: “Adriana, devi prendere alcuni nastri magnetici e registrare tutto quello che Abresch dice, poichè in futuro sarai tu a parlare di questa spiritualità … Il Signore vuole questo, perché vuole liberarci dalla miseria della umana volontà, per farci vivere alla divina maniera! ...
I - Parlaci di Andrea. Quando lo incontrasti?
AP – Andrea Magnifico di Milano venne a casa mia per “ cambiare aria”. Gli dissi che stavamo andando ad ascoltare Abresch che parlava della spiritualità di una certa Luisa di Corato, che visse a letto per molti anni … e che la spiritualità che Gesù insegnò a Luisa era così sublime e così grande che sentivamo di vivere in Cielo, … non più sulla terra! Disse: “ Voglio venire ed ascoltare”. E dopo essere venuto disse: “Oh finalmente! Ho chiesto a San Giuseppe di farmi conoscere se c’era qualcosa, nella vita spirituale, più grande delle cose che sapevo … ed è qui! San Giuseppe ora mi sta facendo scoprire questa grande novità … più grande di qualsiasi altra cosa.
I – Così iniziò a fare copie dei libri …
AP – Sì, cominciò con fotocopie, che demmo a molte persone … e cominciammo a distribuirle anche a sacerdoti e ad altri. Molte anime li seguirono ed erano molto contente di queste lezioni spirituali che Gesù aveva dato a Luisa, e che – attraverso Luisa – potevano conoscere.
I - Ci sono altre cose che – come tu ricordi – Padre Pio disse sulla Divina Volontà? Hai parlato con Padre Pio di Luisa?
AP - Sì, gli chiesi se era una buona cosa acquistare un registratore per incidere (vocalmente)gli scritti di Luisa … e andai a Milano per comprare un registratore, perché qui non potevo trovarne uno buono … glielo chiesi e lui (P.Pio) mi disse: “Sì !!!” . Dopo quest’altra risposta positiva … andai a Milano per acquistarlo.
I – … Così era a conoscenza di questo …
AP – Sì, sì, sì, molto … Tanto più che, tra i giovani che venivano da Abresch per ascoltare le lezioni sulla Divina Volontà, uno disse che era andato a confessarsi da Padre Pio, chiedendogli: “Padre, è vero che la Beata Madre è Grande non perché Ella è stata la Madre di Dio, … per la sua verginità … per essere lei Immacolata, ma perché – come asserisce Luisa nei suoi scritti – Ella non ha mai fatto la umana volontà, ma solo ed esclusivamente la Volontà di Dio?”
Padre Pio rispose: “ Sì, figlio mio, questa è la verità ! Questa è la verità ! “. E continuò: “ Padre, permettetemi di chiedervi ancora una cosa. E’ vero che Gesù avrebbe voluto rimanere sulla Croce fino alla fine del mondo per salvare l’umanità? ...e che la Sua Croce è lunga tanto quanto i secoli, e larga tanto quanto l’umanità? E Padre Pio: “ Sì, figlio mio, questa è la verità! Questa è la verità”. Disse: “ Padre, la prego, ci possiamo abbracciare l’un l’altro? ”. E si abbracciarono.
I – Adriana, tu sei stata studiosa di questa spiritualità, insegnandola a tanta gente , per anni. Cosa significa questa spiritualità di Luisa per te?
AP - Vuole significare che come noi diamo al Signore la nostra propria volontà, e non ne facciamo più uso, ricevendo in cambio la Sua Volontà, ci sentiamo una tale pace interiore che ci rende capaci di sopportare cose che, umanamente parlando, non siamo capaci di soffrire. Ma con la Sua Divina Volontà, il Signore ci dona la Sua Forza, la Sua Forza Divina … la Sua Forza Creativa.
I – Si dice che questi scritti rinnoveranno la faccia della terra …
AP - … vivremo sulla terra come i Beati in Cielo … E’ il compimento del Padre Nostro !
I - … Quindi, a tuo parere, questo è il futuro della Chiesa …
AP – Sì, negli scritti di Luisa è detto che quando la Chiesa ne entrerà in possesso, ci sarà un fuoco all’interno della Chiesa … Sarà come quel fuoco di cui parla il Vangelo: “Sono venuto a gettare il fuoco sulla terra. Oh quanto desidererei che fosse già divampato … “ . Questo è il fuoco della Divina Volontà !!!
I - … E quindi pensi che Luisa stessa sia importante in questo ? Mi chiedo, è possibile per la gente conoscere la Divina Volontà senza conoscere Luisa?
AP – Le due cose vanno insieme!
I – E’ Luisa una santa?
AP - … Restando a letto per tutti questi anni, scrivendo tutte queste cose … Naturalmente!! Sappiamo da Abresch, che conobbe Luisa personalmente, che Gesù Stesso la chiamò “ La mia Divina Luisa … l’ ho esaltata al di sopra del più alto Serafino”
I – Sarà canonizzata, a tuo avviso?
AP – Potrebbe essere che il Signore non abbia questa necessità, dal momento che Egli è già glorificato se noi viviamo questa spiritualità. Se lo facciamo, questa è la Sua Gloria! Ma viviamo tanto questa spiritualità … a tal punto che potrebbero aprirsi le vie. In questo modo Luisa è “ ipso facto “ (di conseguenza) una santa!
I – Bene. C’è ancora qualcosa che gradiresti dirci? Quale potrebbe essere il tuo consiglio a qualcuno che ha ascoltato della Divina Volontà per la prima volta?
AP - Se queste anime hanno sofferenze, problemi e tante altre cose, possono dire al Signore: “Signore, io non posso nulla, ma so che Tu puoi tutto. Prendi la mia volontà, e vieni ad agire in me, … a lavorare, a camminare, a respirare, a soffrire in me …”. Come noi ci svuotiamo di noi stessi e lasciamo Lui agire, le nostre vite diventano più semplici, … e perfette. Sarà più facile procedere lungo il sentiero della vita.
I – Sei felice per aver conosciuto questa spiritualità?
AP – E’ stata la più grande grazia che io abbia ricevuto su questa terra. Più grande del fatto di aver conosciuto Padre Pio, che è stato un grande confessore e direttore spirituale, … Ma con questa spiritualità noi veniamo divinizzati. Troviamo questo anche nel Vangelo, ma Gesù insegna ciò a Luisa con tanti esempi, che lo rendono facile ed attraente. Questa è la più grande grazia per noi, che ci permette di sopportare e soffrire cose che non eravamo capaci di sopportare prima; ma con la sofferenza di Gesù dentro di noi, ogni cosa diventa facile!
I – Molto bene Adriana. Possa Dio benedirti sempre. Grazie.
AP – Grazie.
I – Adriana, sai se Padre Pio abbia letto qualche scritto di Luisa?
AP – Una signora che andò a confessarsi da Padre Pio gli disse che aveva letto le Ore della Passione. Padre Pio disse: “ L’ho letto quattro volte! Oh, come è bello! E adesso, un altro sta per arrivare – sulla Beata Vergine nel Regno. Oh, come è bello anche questo!”. Così, Padre Pio era a conoscenza di ogni cosa che veniva dalle mani di Luisa.
I – E’ possibile che stesse leggendo le Ore della Passione quando ricevette le stimmate?
AP – E’ possibile. Si dice che lo trovarono in una “pozza di sue lacrime” sul pavimento della Cappella, quando meditava la Passione.
I – Adriana, sai se qualche vocazione maturò dalle conferenze di Federico Abresch?
AP – Sì, Tante vocazioni! Per esempio ci fu una giovane che lasciò il suo fidanzato per diventare suora di clausura. Quando Padre Pio le disse che queste cose erano la verità, ella disse: ” Quindi, cosa sto a fare qui nel mondo? Voglio essere in convento e condurre una vita di clausura”. Così andò e morì in convento. Inoltre, altri giovani, quando ascoltarono Abresch parlare di questa spiritualità – che è vivere sulla terra come i Santi e i Beati in Cielo – decisero di diventare sacerdoti o frati … Sì, ascoltando Abresch … che diceva che, come noi cambiamo la nostra miserabile umana volontà, che solo è capace del male, con la Divina Volontà, noi cominciamo a vivere nella maniera divina, e le nostre azioni diventano come soli splendenti … come stelle … cose divine! Così dicevano: “ Cosa facciamo nel mondo? Preferiamo spendere le nostre vite pensando a queste cose!!
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Quanto asserito dalla signora Adriana Pallotti nella sua intervista, è da considerarsi veritiero. Le asserzioni su Federico Abresch corrispondono ampiamente a quanto mi è stato riferito personalmente da Rosaria Bucci (mia zia). Zia Rosaria tutte le volte che andava a San Giovanni Rotondo, non tralasciava di visitare Federico Abresch che generalmente era al lavoro nel suo studio-negozio fotografico. Ricordo che nel 1954, io seminarista in quel di Giovinazzo, rimproverai zia Rosaria perché aveva consegnato a F. Abresch un manoscritto di Luisa, e di cui non conosco il contenuto. Zia Rosaria si giustificò dicendo: “ E’ l’unico che può diffondere la spiritualità di Luisa”. Io le risposi: “ Gli potevi dare una copia, ma non l’originale”. Zia Rosaria si recava sempre in compagnia di mia sorella Gemma ( che nei suoi appunti ha confermato) a San Giovanni Rotondo. Ha partecipato diverse volte a dei cenacoli guidati da F. Abresch, che era sempre felice di ospitarla nei suoi soggiorni a San Giovanni Rotondo.
Le relazioni tra Luisa e Padre Pio risultano da diverse fonti e tutto ciò che zia Rosaria mi aveva riferito trova conferma in altre testimonianze.
Fino a quando Padre Pio era in fase di beatificazione e successivamente di canonizzazione (come anche Sant’Annibale di Francia), fui pregato di non interferire nel suo processo canonico con la figura di Luisa ma ora che è salito agli onori degli altari, sarebbe inutile e controproducente mantenere una riservatezza su tutto ciò che riguarda le relazioni tra P.Pio e Luisa Piccarreta.
Si auspica che i padri di San Giovanni Rotondo prendano in considerazione la spiritualità di Luisa Piccarreta, che affascinò così tanto P.Pio da spingerlo a consigliare ai suoi figli spirituali di seguire e promuovere tra le anime questa grande spiritualità sulla Divina Volontà, carisma essenziale della Piccarreta.
Quanto precedentemente riportato, ha trovato conferma nella intervista che la signorina Adriana Pallotti mi ha rilasciato in San Giovanni Rotondo nel 2008
Le due parti dell'intervista sono visibili su YOU TUBE ai seguenti indirizzi:


Padre Pio e Luisa Piccarreta - Parte 1a
Padre Pio e Luisa Piccarreta - Parte 2a
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