Luisa Piccarreta Luisa la Santa Luisa Corato torre disperata  e Sant'Annibale di francia   confessore Don Benedetto Calvi Padre Bernardino Bucci Rosaria Bucci Luisa La Santa di corato bari italia la grande Mistica    
 

 
 
 
 
         
biografia: Luisa e la Madonna :Raccolta di memorie :brani scelti: Pensieri giornalieri :Riflessioni:reliquie:Diari
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Pubblicazioni   Preghiere  

RIFLESSIONI

 
   
 

 

 

Prefazione dell’autore 

Per accedere agli scritti della Serva di Dio, Luisa Piccarreta sono necessari alcuni requisiti: profonda formazione Eucaristica; devozione alla Vergine Santissima; sottomissione totale all’autorità sacerdotale; tutti i suoi scritti devono essere letti e meditati alla luce della Sacra Scrittura e del magistero infallibile della Chiesa.

Solo in questo modo i suoi scritti sono comprensibili e di altissimo valore formativo cristiano, altrimenti possono creare fanatismi inopportuni che contraddicono chiaramente il pensiero e la mentalità cristiano-cattolica della Piccarreta.

I diari della serva di DIO, non si presentano con un contenuto ordinato e logico, perchè non sono nati per creare un sistema teologico o per sviluppare alcuni aspetti della dogmatica e della morale della dottrina Cattolica. Infatti non sono altro che la descrizione delle sue esperienze mistiche sotto forma di diario giornaliero, una cronaca dei colloqui che ha continuamente con Nostro Signore GESU’ Cristo.

Il Signore, diventa suo Maestro di perfezione e la conduce sui sentieri della santità, concedendole, dopo averla forgiata nella sofferenza e nell’esercizio delle virtù, il dono del Divin Volere.

Questo dono non consiste nel fare la volontà di DIO, ma nel vivere la Sua volontà; in questo si distinguono tutti i suoi scritti.

Stando a quello che la serva di Dio asserisce, il vivere la Volontà di DIO è il dono dei doni.

Tutti i suoi diari, possiamo dire, sono un commento alle parole del Padre Nostro: “Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra”. E’ il FIAT Santificante che deve avere il Suo compimento in terra come in Cielo.

La serva di DIO parla ampiamente del FIAT creante, del FIAT redimente e annunzia il FIAT santificante che completa tutta l’opera di DIO. Come al FIAT redimente ci volle la collaborazione di una creatura affinché il Verbo di DIO si facesse Carne, cioè di MARIA Santissima, La eletta tra le elette (stando al pensiero della Piccarreta), così nella attuazione del terzo FIAT, il Signore si serve di un’altra creatura. Tutto si compie nel più grande silenzio come è nello stile di DIO.

Nei diari della Piccarreta possiamo notare un approfondimento progressivo in merito al cammino della perfezione delle anime.

Nei primi diari si parla ampiamente dell’esercizio delle virtù come la fede, la speranza la carità, ecc…; il secondo periodo lo possiamo individuare come “periodo del dono”, cioè del Divin Volere.

Il terzo periodo come approfondimento del dono del Divin Volere, e di tutti i benefici che ne derivano per la salvezza delle anime e del mondo.

In questi scritti si approfondiscono: il mistero Trinitario[1], dell’incarnazione di Nostro Signore, Eucaristico, il ruolo della Vergine Santissima nel piano salvifico di DIO ed anche il ruolo della Piccarreta nel dono del Divin Volere (terzo FIAT).

Deve però rimanere sempre molto chiaro, nel leggere quei diari dove diffusamente si parla di MARIA e di Luisa, nei loro rispettivi ruoli, che non si possono fare paragoni tra le due figure di donne; è chiaro negli scritti il ruolo irrepetibile ed unico della Vergine Santissima, che entra a pieno titolo nel Mistero di DIO ed è parte della Sacra Scrittura, cioè della rivelazione pubblica di DIO come ci viene indicato nel nuovo Testamento specie nei quattro Vangeli; ed a nessun cattolico è lecito, se vuol rimanere tale, negare la collaborazione che questa splendida Creatura ha avuto nel piano salvifico operato da Cristo suo Figlio, vero Dio e vero uomo, per cui è Madre di DIO.

Per quanto riguarda la Piccarreta, tutti i suoi diari e le sue esperienze mistiche sono frutto delle rivelazioni private, così come per qualsiasi altro Santo è avvenuto; e non esprimono alcun obbligo, infatti ognuno è libero di accettarli o meno.

E se una persona, vuol dar credito ad una rivelazione privata, ha sempre bisogno della verifica del magistero della Chiesa, che sola, può dare un certo credito a qualsiasi scritto, pur mantenendo sempre il loro valore non obbligante.

Nei diari della Piccarreta, ci sono molte espressioni dialettali, che per poterle comprendere, necessitano di una conoscenza approfondita del dialetto coratino, come ad esempio, per citarne una: “impicciare”, che sta a significare l’interesse inopportuno, non richiesto e voluto, di alcune persone sulla vita privata o pubblica di altre.

Emerge chiaramente, dai diari della serva di DIO, una mentalità contadina, infatti la vita di Luisa si svolse in un contesto fortemente rurale. Io personalmente, l’ho sentita parlare, nel puro dialetto coratino, in molte occasioni in cui mi sono travato nella sua casa, con mia zia Rosaria, ascoltando i loro dialoghi; e spesso trovandomi nella sua stanzetta ella mi diceva: “Peppi’, pigh’ l’ spil da terr”, che tradotto significa: “Giuseppe raccogli gli spilli caduti a terra”. Ma questo è solo uno dei dialoghi avuti e dei quali sono stato testimone.

Si parla della Piccarreta per la sua santità e per il suo aspetto mistico, ma viene trascurato l’aspetto sociale svolto dalla serva di DIO a favore delle ragazze povere di Corato.

Non è calcolabile, il numero di ragazze che durante la vita della Piccarreta hanno frequentato la sua casa, che era diventata scuola di formazione e di lavoro. Per le ragazze di Corato, provenienti da ceti sociali che rasentavano emarginazione, e che facilmente finivano sulle strade, imparare il lavoro del ricamo del tombolo, i cui lavori erano molto richiesti dalle famiglie benestanti e nobili di Corato, era un enorme promozione sociale e culturale. Molte di queste ragazze, sceglievano la vita religiosa ed altre erano avviate  ad una vita matrimoniale secondo la loro specifica inclinazione.

La sua opera educatrice non si fermava solo al recupero delle ragazze povere, ma era rivolta anche ai ragazzi, i quali la consideravano quale punto di riferimento della loro vita e con affetto la chiavano: “ Zia Luisa”.

Il sottoscritto ha conosciuto molte famiglie le quali hanno raccontato i benefici avuti nella loro vita dalla formazione ricevuta dalla Serva di DIO. Moltissime ragazze e molti giovani abbracciarono la vita religiosa ed alcuni sono ancora viventi, ed hanno cariche prestigiose nell’ordine di appartenenza.

Un altro aspetto da considerare è quello profetico; un campo poco esplorato[2] quasi da tutti ignorato e trascurato.

Queste profezie si incastonano nei dialoghi di Luisa con Nostro Signore Gesù Cristo, come dei flash e si trovano sparsi all’interno dei suoi diari. Una di queste profezie, l’unica riportata in queste riflessioni, sembra abbia il carisma dell’attualità, e riguarda precisamente la Germania: in essa Il Signore rivela alla serva di DIO di avere su tale nazione grandi progetti, e che si convertirà tutta al cattolicesimo. Questa profezia è del 1918 e Nostro Signore le disse che non si sarebbe verificata presto.

 

Certamente siamo nel campo delle ipotesi e delle supposizioni, anche se c’è un invito alla riflessione.

                                                      Padre Bernardino Giuseppe Bucci

Ubbidienza

La prima virtù che emerge dagli scritti della Serva di Dio è l’ubbidienza che la caratterizza per tutta la vita. La vita di Luisa potrebbe avere un nome: “ubbidienza”. Sottomissione totale alla autorità sacerdotale.

Dalle prime pagine dei suoi scritti emergono tutti i temi che saranno poi sviluppati in tutta la sua opera, ecco alcuni:

il sole, la luce, sono due simboli o segni di cui se ne servirà per spiegare o rendere più accessibile il suo pensiero, anche se ribadisce che sono niente, anzi sono sciocchezze, in confronto alle sue esperienze mistiche.

La Vergine Santa, è un’altro tema dominante, tanto da aprire nuovi orizzonti nell’approfondimento del ruolo di Maria nel piano salvifico.

Un elemento nuovo che non si riscontra in altri mistici, è l’atteggiamento di Gesù che, mentre ordina la sottomissione totale all’autorità sacerdotale, non permette una guida spirituale di un sacerdote.

Infatti, Luisa non avrà mai un direttore spirituale, questo compito lo assume Lui stesso che la condurrà per mano verso i sentieri della perfezione, usando fortezza, ammonizioni, rimproveri e mansuetudini, affinché la sua anima fosse forgiata completamente dalla sua grazia.

L’approfondimento sul mistero dell’incarnazione e le relazioni che intercorrono tra il Padre il Figlio e lo Spirito Santo, il loro infinito amore interscambiabili e l’amore verso gli uomini, nonostante l’ingratitudine, scaturiscono dall’unica ed eterna Volontà Divina, che non si distingue nelle tre Persone Divine. La Divina Volontà scaturisce dall’unico Principio Eterno, che attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, viene partecipata come dono alle creature, che liberamente la vogliono vivere.

4.Eucaristia Mistero di Luce

L’apparizione ad Emmaus mette a fuoco il primo mistero Eucaristico che deve essere presente nella devozione del Popolo di Dio: Mistero di Luce. Gesu stesso si definisce luce del mondo[3] (GV. 8, 12). Questa sua proprietà mentre viene messa in evidenza nella trasfigurazione e Risurrezione, ove chiaramente si evidenzia la sua divinita’ e la sua gloria, nella Eucarestia è velata[4]. Il Mistero Eucaristico cosi’ diventa per eccellenza il mistero della fede. Attraverso il suo totale nascondimento Cristo si fa mistero di luce e di grazia tramite cui il credente è introdotto nella vita divina. L’Eucarestia è luce perchè nella S. Messa si imbandiscono due mense: la mensa della Parola e la mensa del Pane. Cio’ viene evidenziato nel discorso di Cafarnao ove viene presentato il Suo mistero di Figlio di Dio e il Mistero Eucaristico, “La Mia Carne è vero cibo il Mio Sangue è vera bevanda”. ( Gv 6,55). Furono queste affermazioni a mettere in crisi i discepoli e l’uditorio e nello smarrimento generale risuonano le parole di Pietro: “Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”(Gv. 6,68). Nei discepoli di Emmaus la parola precede lo Spezzare il Pane: Resta con noi Signore. La Chiesa nella sua saggezza ha sempre voluto che la mensa della parola aprisse ai fedeli abbondantemente i tesori della sacra scrittura. Le comunità cristiane facciano una profonda verifica, infatti, non basta proclamare la Parola se essa non avviene con una previa preparazione nell’ascolto devoto, nel silenzio; elementi necessari affinché la parola tocchi le fibre più nascoste dell’uomo.[5]

5.Il Mistero Eucaristico si rivela attraverso i segni

E’ significativo che i discepoli di Emmaus riconoscono il Signore nello spezzare il pane dopo aver ascoltato abbondantemente durante un lungo tragitto, la Sua Parola, che riscaldò i loro cuori. Così avviene durante la mensa della parola: i cuori vengono riscaldati ed aperti alla luce della parola di Dio e l’Eucarestia si attua in un contesto dinamico di segni. E’ attraverso questi segni che il Mistero si apre agli occhi del credente. Nell’uomo può essere sempre presente la tentazione di ridurre la Santissima Eucaristia alle proprie dimensioni e ai propri bisogni, mentre è chiaro che deve essere l’uomo ad aprirsi alle dimensioni del Mistero. Il Mistero Eucaristico non può sopportare diminuzioni ed ambiguità[6].

 

6.Convivialità

Una delle dimensioni eucaristiche è il convito. Infatti l’Eucarestia nasce nel Giovedì Santo, nel contesto di una cena, per cui porta nella Sua natura strutturale il senso della convivialità: “Prendete e mangiate…(Mt. 26,…26) prendete e bevetene tutti (Mt. 26,…27)”. Tutto questo esprime il rapporto di comunione che Dio ha privilegiato e che ha stabilito con gli uomini. Mentre noi dobbiamo sviluppare questo rapporto tra di noi senza differenze di razza o di civiltà[7]. Tuttavia l’Eucarestia non è soltanto convivialità, ma anche un concetto profondo sacrificale. In questo pane spezzato e donato, Cristo si presenta alla Sua Chiesa come Sacrificio unico ed irrepetibile sulla vetta del Golgota[8] anche se è evidente che nel pane spezzato è presente il Risorto. L’Eucarestia porta i segni della Passione, che nella S. Messa diventa memoriale, come la liturgia esclama: “annunziamo la Tua morte, Signore, proclamiamo la Tua Resurrezione (dal Messale Romano)”. L’Eucarestia non si esaurisce nella convivialità e nel memoriale della Passione perché attualizza il passato e allo stesso tempo ci proietta nel futuro, nella Parusia, al termine della storia. Questo aspetto escatologico dà al Sacramento un dinamismo tale da infondere nel cammino cristiano la speranza[9].

 

7.Cristo è sempre presente nella sua Chiesa

 

L’Eucarestia mette alla prova la fede del cristiano e il Mistero della presenza reale. La Chiesa da sempre proclama che sotto le specie eucaristiche è nascosta la presenza reale di Gesù. E’ una presenza vera, reale. Per questo la fede ci esorta di essere davanti all’Eucarestia con la certezza che siamo davanti a Cristo Gesù[10]. Ed è proprio questa presenza che dà valore alle altre dimensioni: convito, memoriale della Pasqua, anticipazione della fine dei tempi, che certamente hanno un significato che supera il semplice simbolismo. L’Eucarestia dunque è Mistero di presenza che attua la promessa di Gesù: “Io sono con Voi, fino alla fine dei tempi”.

E’ anche vitale per la Chiesa sviluppare un culto eucaristico al di fuori della Santa Messa avente presente la consapevolezza di trovarsi davanti alla presenza reale di Cristo. Il cristiano deve testimoniare questa fede con la voce, la preghiera, con i gesti, le opere, con i movimenti, il silenzio, con tutto il suo comportamento ed è necessario che l’Eucarestia sia trattata col massimo rispetto. La presenza di Gesù nel Tabernacolo deve diventare un polo di attrazione per numero sempre maggiore di fedeli. E’ bene innamorarsi di Lui che racchiude in sé tutta la bellezza possibile ed essere capaci di stare in adorazione per lungo tempo ascoltando la sua voce, sentendo i suoi palpiti (Gustate e vedete quanto è buono il Signore: Salmo 33). Bisogna rimanere prostrati davanti al Tabernacolo per riparare con la fede e con il nostro affetto le trascuratezze, le dimenticanze e gli oltraggi nostri e altrui.

 

La Croce salvezza e segno salvifico

 

1.Valore immenso della Croce

Se ogni anima sapesse o comprendesse il bene immenso che contiene la croce e come questa rende preziosa un’anima, che come gemma inestimabile, acquista un valore sempre più alto, nella misura in cui quest’anima accetta le sofferenze, che la croce comporta. Infatti nostro Signore Gesù Cristo, lasciando il regno dei celi, viene sulla terra, non in mezzo alle ricchezze, piacere, potere ma ebbe a se carissime: la croce, la povertà, la sofferenza e l’ignominia.

La croce rende l’anima bellissima, la croce dona all’anima i lineamenti più belli, che si possono trovare sia nel cielo che sulla terra, e l’anima è così bella nella sua perfezione da innamorare lo stesso Dio che contiene in sé tutte le bellezze. Se un’anima, vuol essere piena di ricchezze inestimabili per tutta la sua vita, deve mettere sulle sue spalle la croce che gli somministrerà tutti quei dolori e quelle sofferenze e incomprensioni, che gli faranno incontrare sempre croci più pesanti, che la condurranno sulla vetta della perfezione.

L’anima, che accetta di portare la croce sulle sue spalle, aiuta il redentore a redimere il mondo e sulla croce dell’anima, cadono rendendola sempre più pesante, tutte le scelleratezze degli uomini.

Questa croce si bacia con la croce di Cristo e diventa luce per le genti. Molti peccatori si salvano e molte anime del Purgatorio spiccano il volo verso il cielo.

Quanto bene fanno queste anime che vivendo la volontà di Dio accettano di portare sulle loro spalle la croce per la conversione degli uomini.

Frutto della Croce è l’Eucarestia, Gesù dice alla serva di Dio: “ il tuo refrigerio sono io, il mio refrigerio è il tuo patire; il sacramento della Eucarestia è il frutto della Croce, perciò Mi sento più disposto a concederti il patire quando ricevi il mio corpo. Il tuo patire non mistico, ma reale continua in te la Mia passione a favore delle anime, questo è per me un grande sollievo, perché raccolgo il vero frutto della Mia Croce e della Eucarestia”.  E Gesù aggiunge: “quanto è bella l’anima! Quanto più cresce nella bellezza del suo patire, tanto più Mi è cara! I miei occhi restano feriti nel guardarti perché scorgono in Te la Mia stessa immagine. (9 marzo 1900)

 

 

2.L’accettazione della Croce non scalfisce la libertà dell’uomo

Gesù così parla a Luisa:Figlia mia, i carnefici poterono lacerare il Mio Corpo, insultarmi, calpestarmi, ecc…    ma non poterono toccare né la Mia Volontà né il Mio amore, volli che questi fossero liberi affinché come due correnti potessero correre, senza che nessuno potesse essere loro di impedimento, riversandoMi a bene di tutti, anche gli stessi nemici, ho! Come trionfava la Mia Volontà, il Mio amore immenso ai nemici, loro mi colpivano con i flagelli ed IO colpivo i loro cuori col Mio amore e li incatenavo con la Mia Volontà; loro Mi pungevano la testa con spine ed il Mio amore accendeva la luce nelle loro menti per farMi conoscere; loro mi aprivano piaghe ed il Mio amore sanava le piaghe delle anima loro; loro Mi davano morte ed il Mio amore restituiva loro la vita, tanto, che mentre spiravo sulla Croce, le fiamme del Mio amore toccando il loro cuore li costrinse a prostrarsi innanzi a Me ed a confessarMi per vero DIO.

Mai Fui così Glorioso e Trionfatore come lo Fui nelle pene nel corso della Mia vita mortale quaggiù. Ora figlia Mia a Mia somiglianza ho dotato l’anima libera nella volontà e nell’amore sicché gli altri possono impadronirsi dell’operato esterno della creatura, ma dell’interno, della volontà, dell’amore, nessuno, nessuno ed IO stesso la volli libera in questo, affinché liberamente senza costrizione questa volontà e questo amore potessero correre verso di Me ed immergendosi in Me potessero offrirMi gli atti più nobili e puri che la creatura può darMi[11].

Essendo IO libero e l’anima pure libera (l’uomo), possiamo riversarci a vicenda e correre, correre verso il cielo, per amare e glorificare il PADRE e dimorare insieme con la Trinità Sacrosanta; verso la terra per fare bene a tutti, correre nei cuori di tutti per colpirli d’amore e con la volontà incatenarli e fare conquiste, sicché dote più grande non potevo dare alla creatura[12]. Ma dove la creatura può fare più sfoggio di questa libera volontà e di questo amore?  Nel patire, l’amore cresce la volontà s’ingigantisce e come regina regge se stessa lega il Mio Cuore e le Sue pene, come corona, Mi circondano, Mi impietosiscono e Mi faccio dominare, sicché non so resistere alle pene di un’anima amante e come regina, la tengo al Mio fianco ed è tanto il dominio di questa creatura nelle pene che queste ultime le fanno acquistare modi nobili, dignitosi, insinuanti, eroici, disinteressati, simili ai Miei modi, e le altre creature fanno a gara a farsi dominare da quest’anima. Quanto più l’anima opera con Me, sta unita a Me, s’immedesima in Me, tanto più Mi sento assorbito da quell’anima, sicché come pensa Mi sento assorbire il Mio pensiero nella sua mente; come guarda, come parla, come respira, così mi sento assorbire lo sguardo , la voce, il respiro, l’azione , il passo, il palpito, e tutto Mi assorbe e mentre Mi assorbe fa sempre acquisto dei Miei modi, della Mia somiglianza ed IO vado continuamente rimirandoMi in lei e trovo Me Stesso. ( 30 dicembre 1916).

 

5.La sublimità della Croce

La Croce sofferta da nostro Signore, liberò l’uomo dalla schiavitù del demonio e lo unì alla divinità in modo indissolubile;

la Croce è feconda e partorisce la grazia;

la Croce è luce e allontana l’uomo dalle cose terrene e gli svela l’eterno;

la Croce è fuoco e incenerisce tutto ciò che non è di Dio e svuota il cuore dell’uomo di ogni cosa per riempirlo della sua grazia;

la Croce è una moneta inestimabile che arricchisce chi la possiede perché l’unica moneta che corre in cielo è la croce sofferta sulla terra;

la Croce non solo fa conoscere l’uomo ma gli da la grazia di conoscere Dio;

la Croce ha in sé innestato tutte le virtù;

la Croce è la nobile cattedra dell’Increata Sapienza di Dio che insegna le dottrine più alte, più sublimi;

la Croce svela i misteri più nascosti, le cose più recondite, la perfezione più perfetta nascosta ai dotti e ai sapienti del mondo;

la Croce è acqua benefica che purifica, somministra il nutrimento a tutte le virtù, le fa crescere e le accompagna all’eternità;

la Croce è come la rugiada celeste che conserva e abbellisce il giglio della purezza;

la Croce è l’alimento della speranza;

la Croce è fiaccola della fede operante e fa mantenere sempre acceso il fuoco della carità;

la Croce mette in fuga tutti i fiumi melmosi della superbia, della vana gloria e produce nell’anima l’umiltà più profonda;

la Croce è l’arma più potente che offende le forze infernali e difende l’anima dagli artigli di Satana;

la Croce posseduta è di ammirazione agli stessi angeli e ai Santi e rende rabbiosi i demoni;

la Croce è il Paradiso in terra, infatti se il Paradiso dei beati è il cielo, il Paradiso della terra sono i patimenti;

la Croce è la catena d’oro che congiunge l’uomo a Dio e attua l’unione più perfetta con Lui;

la Croce è il fuoco di Dio, che non distrugge come il fuoco umano che rende tutto sterile, è un fuoco fecondo che distrugge tutto ciò che non è virtù, ma dà vita a tutto il resto e fa germogliare i fiori più belli, profumati e produce frutti squisitissimi;

la Croce è tanto potente da rendere l’anima più disponibile a ricevere i sacramenti; infatti per riceverli, specialmente l’Eucarestia, ci vogliono le disposizioni adeguate e il libero consenso dell’anima. Con la Croce, l’anima si predispone a ricevere le grazie di Dio che possono anche mancare; Essa ha la virtù di disporre l’anima alla grazia e renderla degna dei sacramenti, che ben ricevuti attuano quel cammino che ci porta nell’amplesso di DIO.

 

Prodigi della divina volontà operante in MARIA Santissima.

Lo Spirito Santo è un mare immenso di eterno amore in mezzo al quale avvenne il concepimento della VERGINE SANTISSIMA, “Eletta fra le elette”.

La divinità somministrò in questa Creatura l’evento del suo concepimento che essendo il centro della vita di questa stupenda e mirabile creatura, era circondata dall’immenso ed eterno mare dell’amore di DIO; non solo per difenderLA da tutto ciò che potesse vulnerare la sua anima, ma anche per dare continuamente a questa Creatura: bellezze, grazie, potenza, sapienza, amore e privilegi, in modo che questa piccola natura umana potesse essere concepita nel centro dell’amore eterno di DIO.

MARIA si formò e crebbe sotto il continuo influsso della potenza dell’amore eterno di DIO.

Singolarmente, come caso unico, dal Suo concepimento ebbe l’uso di ragione ed il Suo Creatore la dotò di tutte le scienze e Le fece conoscere le gioie ed i dolori della creazione; fin dal seno materno Ella visse tra le braccia amorose di DIO[13].

MARIA, privilegiata creatura, fu arricchita di tutte le qualità divine e si slanciava verso DIO senza timore, senza paura, perché solo il peccato mette distanza tra il creatore e le creature e spezzando l’amore, fa perdere ogni fiducia ed incute timore.

Il SIGNORE costituì Questa creatura Figlia dell’uomo, Regina del cielo e della terra. Il creato gioì, perché gli ridava tutto l’onore e la gloria che DIO gli aveva conferito nella creazione.

Solo le forze infernali piansero perché a loro sfuggiva il dominio su Questa singolare e gloriosa Creatura.

Il primo atto che questa Celeste Creatura compì, fù quello di legare la sua volontà ai piedi del trono dell’altissimo senza neppure volerla conoscere, perchè aveva per rivelazione divina visto l’immenso male che la volontà umana aveva fatto. Così facendo, la volontà di DIO si legò a Lei, creando fra la creatura ed il creatore una sinfonia sublime di amore, tanto da fare scorrere in Lei tutti i tesori delle Sue grazie.

Nel deporre liberamente ai piedi di DIO la Sua Volontà, MARIA compì l’atto più bello, più grande e più eroico che una creatura umana potesse compiere; e DIO La elesse Regina di tutto e di tutti.

 

Conclusioni

Chiudo queste mie personali riflessioni su alcuni brani degli scritti della serva di DIO, Luisa Piccarreta, citandone due, tratti dal primo diario con data 1 novembre 1899 e del 16 luglio 1900.

In questi due piccoli brani rifulge la giustizia e la misericordia di DIO ed il ruolo del Santo Padre come guida dell’umanità, anche se c’è una triste nota attinente l’ambiente generale civile-religioso.

La serva di DIO, guardando lo stato tristissimo di degrado della umanità, accetta di essere vittima, affinché possa dare un sollievo all’umanità sofferente. Questo degrado, dice la Piccarreta, finirà allorquando sorgerà il più grande trionfo della Chiesa e la Pace; Luisa, dunque, sarà la vittima della Divina Volontà, affinché questo evento si realizzi.

La serva di Dio vede nelle sue visioni la figura del Papa, il quale si trova al di sopra di una colonna che sostiene la Chiesa; il Pontefice viene guardato da Luisa con grande amore ed affetto, infatti lo vede circondato di luce che dalla sua persona si proietta su tutti, come dei raggi luminosi. Il Papa, fa tutto quello che può per sostenere la vacillante colonna e cerca di legare a se ed illuminare tutte le persone che dimorano sotto la stessa, anche se qualcuno, con grande suo dolore, gli sfugge. In questa visione profetica è gratificante recepire l’altissima missione del Sommo Pontefice come guida e maestro dell’umanità, che cerca di condurre a Dio, incatenandola con i suoi raggi di luce.

E’ qui, che Il Signore chiama Luisa per chiederle se vuol essere anche lei un puntello per sostenere, con il Santo Padre, questa colonna che traballa[14].

Nel brano che segue (16 luglio 1900), il Signore consegna a Luisa le chiavi della Giustizia e della Conoscenza di quanto è necessario per punire gli uomini[15]; ecco quello che Il Signore le dice: “tu farai quello che vuoi, come a te piace”.

La serva di Dio col ricevere le chiavi della giustizia si trovò in mezzo ad una luce e guardando da mezzo la stessa, scorgeva tutti gli Attributi di Dio come pure quello della Giustizia. Tutto era ordinato in Dio, e capì che se la giustizia punisce, la stessa è espressione di un ordine; e se Il Signore non dovesse dar corso alla sua Giustizia, tutto rimarrebbe disordinato.

La serva di Dio, guardando la sua miseria, si sentì un verme in mezzo alla luce, e capì che se avesse impedito il corso della giustizia, avrebbe creato un tremendo disordine tra gli Attributi di DIO, e sarebbe andata contro gli stessi uomini che lei avrebbe voluto sottrarre alla Giustizia; capì che la Giustizia di Dio è amore purissimo verso gli uomini.

La serva di Dio si trovò in una enorme confusione e tutta imbarazzata disse al Signore: “in questa luce capisco diversamente tutte le cose, e se lasciassi fare a me, rovinerei tutto; perciò non accetto queste chiavi”.

Ed ancora rivolgendosi al Signore disse: “una cosa Ti chiedo, di fare soffrire me e risparmiare gli uomini; accetto le sofferenze per la loro salvezza, del resto non voglio sapere nulla”.

All’epoca, degli scritti sopra citati, era Pontefice regnante LeoneXIII, il grande Papa della “Rerum Novarum”; è difficile separare la visione mistica dalla profezia che si proietta nel futuro e applicabile facilmente a tutti i pontefici del secolo XX: uomini santissimi che Il Signore ha regalato alla Sua Chiesa, guide luminosissime che Il Signore ha dato alla sua Chiesa nonostante le tragedie perpetratesi.

Dopo Leone XIII, sale sulla cattedra di Pietro San Pio X, col suo motto: “restaurare Omnia in Cristo”, intrepido difensore della Fede. Gli successe Benedetto XV, angelo della pace nella tragedia della prima guerra mondiale che denuncia al mondo: “l’inutile strage”, ammonendo i belligeranti; Pio XI, che ripropone con forza al mondo la figura regale di Cristo, “l’Unico che può restaurare la vera pace”; Pio XII, il Pastore angelico, l’angelo che cerca di consolare e di salvare coloro che la malizia umana, sacrificava per diaboliche ideologie, nella tragedia della seconda guerra mondiale. Il Papa che grida ai belligeranti di fermare le ostilità: “perché tutto è perduto con la guerra”. Giovanni XXIII, col suo agire rispecchia una paternità universale: è il Pontefice del Concilio che porta un grande rinnovamento nella Chiesa.

Paolo VI, il grande pontefice che si adopera per realizzare l’unità della Chiesa, divenendo pellegrino sulle strade del mondo; Giovanni Paolo II, succeduto a Giovanni Paolo I, che chiude il secolo XX con un lunghissimo pontificato.

Giovanni Paolo II è il pontefice che sarà annoverato tra i grandi della storia, per la sua santissima vita, per la sua fede monolitica, per il suo motto: “Totus Tuus”, il grande innamorato di Maria Santissima, Madre di Dio; il Papa della gioventù del mondo, che nel giorno dei suoi funerali lo ha proclamato santo; giorni memorabili mai riscontrati a memoria d’uomo. Il mondo si è inchinato d’avanti al Papa che anche nella sua sofferenza, è stato per tutti luce luminosa di fede ed esempio per coloro che soffrono fisicamente e moralmente.

Il mondo ha visto in lui non solo la santità ma il Cristo sofferente e glorificato.

Dunque, la visione che Luisa ebbe del romano pontefice, si è realizzata pienamente e continuerà certamente nella Chiesa Santa di DIO.

Spero che queste mie riflessioni possano portare un ulteriore contributo alla diffusione e conoscenza della serva di Dio, Luisa Piccarreta. Molto cammino si è fatto anche se moltissimo è ancora da farsi. Negli anni ’80, sollecitato da Monsignor Carata, Arcivescovo di Trani, pubblicai la mia prima piccola biografia della serva di Dio, che ebbe un enorme diffusione, in quanto fece conoscere a tutti le origini ed i luoghi dove la serva di Dio era vissuta, con notizie inedite raccolte dalle persone che avevano conosciuto direttamente la serva di Dio.

L’Arcivescoco Mons. Carata, di venerata e santa memoria, mi spronava e m’incoraggiava continuamente a lavorare per la diffusione della serva di Dio da lui tanto venerata sin da quando era seminarista presso il seminario regionale di Molfetta, affidandomi missioni delicatissime presso i Tribunali Romani.

Alla prima biografia ne seguirono altre due con la raccolta di memorie, edizioni tutte esaurite ed a cui sono succedute le mie riflessioni personali. Con questo secondo volume delle mie riflessioni mi propongo di far conoscere tutto ciò che riguarda la serva di Dio, con un sano discernimento di tutto il materiale raccolto pazientemente da tutti coloro che hanno conosciuto Luisa, la Santa.

A questo lavoro fui incoraggiato dal Prefetto della Congregazione dei Santi, Cardinale Palazzini, con cui ho avuto diversi colloqui.

L’Eminentissimo Cardinale, mi riceveva con gioia e voleva sentire parlare dettagliatamente della Piccarreta, che lui chiamava: “la cara Luisa”. Il Cardinale, era venuto a conoscenza della Piccarreta attraverso il Cardinale Cento che era stato un “discepolo” di Luisa con cui stava in comunicazione e non mancava di visitarla ogni qual volta tornava in Italia.

Concludo con le parole del Cardinale Palazzini, “Luisa è una grande Santa, e sarebbe di grande vantaggio per la Chiesa, proporla come modello”.

Spero che Il Signore mi dia la possibilità di proseguire nel mio lavoro per la diffusione della serva di Dio e di vederla agli onori degli altari.

P. Bernardino Bucci


 

[1] La Piccarreta parla del Mistero Trinitario con una chiarezza impressionante, come se avesse compiuto grossi studi sul più grande Mistero del Cristianesimo. Ed al riguardo cito un piccolo brano che troviamo nel diario del 14 maggio 1924: “Figlia Mia, (è GESU’ che parla), il primo atto delle tre Divine Persone, è l’accordo perfetto della Nostra Volontà, ed è tanto unificata la Nostra Volontà, che non si può discernere quale sia la Volontà dell’Una o dell’Altra; tanto che sebbene le Nostre Persone siano distinte, perché Siamo tre, la Volontà è una e questa produce un atto continuato di perfetta adorazione tra le Divine Persone; l’Una adora l’Altra. Questo accordo di Volontà produce uguaglianza di Santità, di luce, di bontà, di bellezza, di potenza, di amore e stabilisce in Noi il vero Regno dell’ordine e della pace, rendendoci gioie e felicità immense e beatitudini infinite”.

[2] Il sottoscritto si propone di fare una riflessione sulle profezie della serva di DIO.

[3] La luce è uno dei simboli o segni più cari a Luisa Piccarreta.

[4] In ciò si rispecchia il pensiero della Piccarreta che dice: “è nello stile di DIO, che le sue grandi opere, si compiano nel silenzio senza alcun clamore”; quale esempio, il Mistero dell’Incarnazione.

[5] In questo la Serva di DIO Luisa Piccarreta è maestra di vita eucaristica. Infatti circondava il mistero eucaristico e la Santa Messa in una previa preparazione ed in un lungo ringraziamento nel completo silenzio della sua stanzetta ove la santa messa veniva celebrata.

[6] Nella Piccarreta, infatti, si asserisce che l’Eucarestia scaturisce dall’unica fonte dell’eterna Volontà Divina, unica nelle tre divine persone, per questo non può essere ridotta alla pura comprensione dell’intelligenza umana, che pur essendo libera è sempre creata e non potrà mai recepire il mistero strettamente detto, di DIO. 

[7] Ecco le parole di Luisa a chi gli raccontava con disprezzo e con rincrescimento, della presenza di uomini soldato, di colore, nell’occupazione americana alleata del 1945: “io non conosco l’uomo nero, io conosco solo l’uomo figlio di DIO”. Con queste parole tacitava tutti coloro che facevano degli apprezzamenti non certo benevoli sui soldati di colore. ( Dagli appunti di Rosaria Bucci ).

[8] La dimensione della Croce nella Piccarreta è uno degli elementi caratterizzanti della sua vita, basta leggere l’Orologio della passione dato alle stampe da S. Annibale, per comprendere l’approfondimento del mistero della croce nella Serva di DIO. Questo scritto prima di essere stampato, fu sottoposto da S. Annibale a S. Pio X, che lo lesse e restituendolo gli disse: “ Caro padre quando leggi gli scritti di questa bell’anima, mettiti in ginocchio perché è nostro Signore che parla”; dagli appunti di Rosaria Bucci, assistente della Serva di Dio che fu presente quando il venerato padre parlò dell’avvenimento al gruppo delle persone che circondavano Luisa Piccarreta; tra le quali erano presenti le sorelle Cimadomo, la signorina Argues che trascriveva su altri fogli le rivelazioni che Luisa consegnava al suo confessore giornalmente.

[9] Nella mistica della Piccarreta, è continuamente presente questo concetto escatologico in quanto parla del compimento dell’opera salvifica di DIO che porterà tutta l’umanità alla salvezza.

[10] La Piccarreta era pienamente cosciente della presenza reale di Cristo nelle Specie Eucaristiche infatti dalla fanciullezza fu dotata di doni straordinari, tali, che alla presenza di Cristo Eucaristico cominciarono tutti quei fenomeni che la porteranno ad immolarsi per i peccati degli uomini e frapporsi tra la giustizia di DIO ed i peccati, in modo che non si realizzasse in tutto il suo rigore, e divenendo così un’anima penitente e sofferente. E’ nella Eucarestia che la sua lunga vita vissuta in una piccola stanza e sul letto trovava tutte le energie che la rinforzavano per sopportare le sofferenze ed anche il lavoro giornaliero.

[11] E’ chiaro nel pensiero della Piccarreta che l’uomo è libero e può aderire o rifiutare DIO. La Divina Volontà vissuta da un’anima non distrugge, non diminuisce, non offusca la libertà dell’uomo. E’ necessario non estrapolare mai dall’immensa mole degli scritti della serva di DIO alcuni periodi o alcuna frasi che possano dare agio ad interpretazioni errate ed eterodosse. L’opera della Piccarreta va letta per intero ed attentamente anche più volte per capire bene alcuni passaggi del suo pensiero. Chi accusa la Piccarreta di eresie, come di pericolosità dei suoi scritti, di panteismo, di molinismo, ed anche di giansenismo, significa che non ha letto, (per essere benigni) attentamente, la sua opera.

Citando le parole del Cardinale Palazzini, prefetto della Congregazione dei Santi: “ la cara Luisa, non è ne una filosofa ne una teologa, per cui parlare di eresie o di adesione a sistemi filosofici è soltanto strano ed inopportuno,  se ci sono imperfezioni nel suo linguaggio tocca a noi correggerle perché la Serva di DIO si è sottomessa totalmente alla autorità della Chiesa; la Divina Volontà è una dottrina sempre accettata dalla Chiesa e fa parte del Suo patrimonio dottrinale”. Inoltre bisogna sempre tener conto che la Piccarreta è una mistica ed è cresciuta e vissuta in una famiglia ed un ambiente contadino per cui rispecchia ampiamente questa mentalità anche nel suo frasario. E’ anche da aggiungere che è una illetterata e usa molto parole dialettali che bisogna adeguatamente interpretare conoscendo bene il dialetto coratino.

[12] E’ solo la libertà dell’uomo che può rendere gloria insieme con CRISTO al  PADRE.

[13] Questo privilegio, di cui DIO sembra abbia dotato la Sua Madre,  non si riscontra in nessun trattato di Mariologia, e nessun altro Santo o mistico ne ha mai parlato; anche se è stata definita ( l’8 dicembre del 1854, dal Beato Pontefice Pio IX) verità di Fede: il Suo Immacolato Concepimento, che avrebbe potuto dare l’occasione di parlare del suddetto Dono.  Tutti hanno, invece, preferito sostenere che anche per la Santissima Madre di DIO, la tesi attinente l’iter naturale della crescita umana.

[14] In questa visione, si intravede l’episodio avvenuto allorquando Francesco d’Assisi s’incontrò con Papa Innocenzo III. Il Papa, nella notte, aveva visto in sogno la Chiesa del Laterano in procinto di crollare, ma il poverello di Assisi la sosteneva con le sue spalle. (tratto dalla vita prima di S. Francesco, del Celano).

Fu questo sogno che aprì le porte all’approvazione dell’ordine francescano.

[15] Luisa, aveva chiesto al Signore di non dare corso alla sua Giustizia e che avesse pietà degli uomini, perché lei credeva eccessivo il dar corso alla Giustizia di Dio ed era disposta a sopportare lei tutti i flagelli.

 
         
     
 

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